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Sulla scia del grande successo riscosso dalla mostra ROSSO POMPEIANO, conclusasi lo scorso giugno al Palazzo delle Terme, Roma si colloca come cornice ideale per ospitare un’operazione culturale di grande respiro, in cui le tecniche antiche dell’affresco, dell’encausto e della tempera godranno di nuova linfa vitale attraverso l’opera dell’artista contemporaneo FERNANDO LEAL AUDIRAC.
La mostra, dal titolo provvisorio di La monumentalità dell’intimo, è prevista per l’inverno 2008 e sarà ospitata nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia o in altra sede espositiva di pari rilevanza.
Fernando LEAL AUDIRAC, pittore, scultore, incisore e saggista di statura internazionale, con due partecipazioni alla Biennale di Venezia, è stato scelto come interprete del dialogo tra classicità e contemporaneità in quanto è uno dei massimi specialisti al mondo delle tecniche classiche, rivisitate in chiave assolutamente nuova ed originale, andando alla ricerca della voce propria dei singoli linguaggi pittorici.
Il percorso espositivo si articolerà attorno a tre nuclei principali:
1. La serie di venti encausti intitolata Gli strati del tempo, opere di grande formato (misura media 2 x 2.50 m) e due encausti orizzontali di 2x10 m. sui due elementi naturali opposti dell’acqua e della lava, in cui la trasparenza della cera si stratifica in nuclei materici ad alto rilievo, quasi scultorei, per poi fluire in un magma oceanico.
2. Fuoco che si dissolve in acqua ed acqua che si solidifica in pietra.
Il secondo nucleo si condensa attorno a una serie di affreschi trasportabili in cui l’artista ricostruisce la tecnica della pittura ad affresco della tradizione romana e di quella bizantina su superfici a doppia curvatura (sul modello di Gaudí), che suggeriscono una pittura di carattere architettonico; sono frammenti di cattedrali e spazi monumentali inesistenti, insinuati attraverso le forme scultoree delle superfici stesse. Sono affreschi della monumentalità dell’intimo, creando un doppio gioco tra la grande monumentalità di Leonardo e Piero della Francesca e l’intimità trascendentale della grande pittura murale della cattedrale di Albi.
Per la prima volta si instaura un dialogo tra la tradizione della pittura murale come arte occidentale per eccellenza e la tradizione del disegno orientale: pesantezza e leggerezza, pur avendo sia l’affresco sia il disegno lo stesso veicolo, l’acqua. Eternità petrea e immediatezza, l’istante che non ha misura e l’eternità della leggerezza, riflettendo il diverso senso del tempo tra Oriente e Occidente.
3. Dalla trasparenza della cera a quella del plexiglass.
Il terzo nucleo della mostra si impernierà su una serie di sculture in plexiglass fluttuanti nello spazio, in cui il blu e l’oro avvolgeranno lo spettatore conducendolo in un ideale bosco di sculture.
La verticalità suggerita dalla sculture fluttuanti nello spazio dialoga con una riflessione sul senso dell’orizzontalità e della linea. La linea del Fulmine di cristallo, scultura di 10 metri in plexiglass e acciaio, realizzata appositamente per il Vittoriale in omaggio a Gabriele D’Annunzio, dove per la prima volta è stato concesso ad un artista contemporaneo di esporre sul ponte della nave Puglia.
L’orizzonte del Litorale del finito, una linea di 20 metri alla tempera all’uovo (indubbiamente la più grande tempera esistente al mondo) come esplorazione delle infinite possibilità espressive della linea e ideale punto di incontro tra Oriente e Occidente.
Il percorso espositivo sarà arricchito da una serie di eventi collaterali di grande richiamo, che amplieranno la visibilità dell’evento e consentiranno di raggiungere target e audience diversificati:
- sezione didattica: attraverso una serie di laboratori e seminari si spiegheranno agli alunni le tecniche dell’encausto, dell’affresco e della tempera, stabilendo un legame vivo e coinvolgente tra classicità romana e pompeiana e mondo contemporaneo;
- presentazione del libro La monumentalità dell’intimo, raccolta di saggi ad opera di Fernando Leal Audirac, con interventi di importanti intellettuali internazionali;
- seminari più specialistici sulle tecniche e i linguaggi pittorici, con interventi di accademici, storici, critici dell’arte e restauratori (possibile spunto per coinvolgere come sponsor i fornitori di materiali per restauro, ad es. Mapei)
- riflessione sull’incontro tra la tradizione grafica orientale e quella pittorica occidentale: Leal Audirac dialoga con un artista giapponese.
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